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LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE
DELL'"OSPEDALE SENZA DOLORE"
1.
PREMESSA
Il
presente documento contiene linee guida che consentono la realizzazione, a
livello regionale, di progetti indirizzati al miglioramento del processo assistenziale specificamente rivolto al controllo del dolore
di qualsiasi origine.
E' auspicabile che l'applicazione delle linee guida, destinate alle
strutture sanitarie di ricovero e cura, possa diffondere la filosofia della
lotta alla sofferenza a tutti i soggetti coinvolti nei processi assistenziali extraospedalieri.
Le linee guida si integrano con quanto contenuto nelle linee guida nazionali in
tema di cure palliative.
Ciascuna regione, nel'ambito della propria autonomia,
adottera' gli atti necessari all' applicazione
delle linee guida in coerenza con la propria programmazione, prevedendo il
sistematico inserimento della loro attuazione nelle procedure di valutazione
dei risultati delle Aziende Sanitarie.
Oggi, anche nelle istituzioni più avanzate, il dolore continua ad essere una
dimensione cui non viene riservata adeguata attenzione, nonostante sia stato
scientificamente dimostrato quanto la sua presenza sia invalidante dal punto di
vista fisico, sociale ed emozionale.
Il medico ancora oggi e' portato a considerare il dolore un fatto secondario
rispetto alla patologia di base cui rivolge la maggior parte
dell'attenzione e questo atteggiamento puo' estendersi anche ad altre figure coinvolte nel
processo assistenziale.
Allo scopo di arginare la prevalenza del dolore negli ospedali, documentata da
numerosi studi e ricerche, il Ministero della Sanità ha istituito una
Commissione di studio, con decreto del 20 settembre 2000, che ha elaborato il
documento tecnico di base per la stesura delle linee guida.
L'idea iniziale si ispira ad analoghi progetti
internazionali e istituzionalizzati in alcuni paesi europei (www.sans-douleur.ch).
Finalità specifica delle linee guida è quella di aumentare l'attenzione del
personale coinvolto nei processi assistenziali nelle strutture sanitarie
italiane affinché vengano messe in atto tutte le misure possibili per
contrastare il dolore, indipendentemente dal tipo di dolore rilevato, dalle
cause che lo originano e dal contesto di cura.
Alla luce di queste considerazioni si rende necessario un radicale mutamento di attitudini e atteggiamenti che deve coinvolgere non solo
il personale curante ma anche i cittadini che usufruiscono dei servizi sanitari
del Paese.
Cio' implica che la rilevazione del dolore divenga
costante al pari di altri segni vitali quali la frequenza cardiaca, la
temperatura corporea, la pressione arteriosa fondamentali nella valutazione
clinica della persona.
Le linee guida contengono inoltre indicazioni relative
al processo di educazione e formazione continua del personale di cura operante
nelle strutture sanitarie ed alla informazione e sensibilizzazione della
popolazione
LINEE GUIDA PER L"OSPEDALE SENZA DOLORE"
2. LE
FASI APPLICATIVE
Per la applicazione delle linee guida si identificano
le seguenti fasi procedurali
2.1 Fase
preliminare
· Identificazione delle procedure regionali atte
a garantire il coordinamento e lo sviluppo delle linee guida
· Identificazione a livello delle Aziende sanitarie del responsabile per
l'applicazione delle linee guida
· Costituzione a livello aziendale di un Comitato Ospedale senza Dolore
(COSD), composto da un referente della direzione sanitaria, da esperti della
terapia del dolore, ove presenti, da specialisti coinvolti nel
trattamento del dolore post-operatorio e dalle figure professionali
abitualmente dedicate agli interventi di controllo del dolore, con particolare
riferimento al personale infermieristico (vedi indicazioni specifiche nel
capitolo COSD)
· Il processo applicativo delle linee guida potra'
essere inserito nel sistema aziendale di gestione della qualità
· Predisposizione di materiale informativo per gli utenti
· Identificazione e predisposizione degli strumentii
di rilevazione del dolore da inserire in cartella clinica
2.2. Fase formativa
· Analisi e valutazione dei fabbisogni formativi, cioè indagare lo stato
attuale delle conoscenze sul dolore del personale curante
· Identificazione degli aspetti principali che saranno oggetto della formazione
· Coinvolgimento della dirigenza sanitaria per l'attivazione di modalità
organizzative che consentano l'attuazione del programma per la misurazione e
gestione del dolore
· Predisposizione di adeguati spazi nelle cartelle cliniche per
l'indicazione della rilevazione del dolore
· Programmazione delle attività formative
· Verifica dell'efficacia della formazione e certificazione
2.3. Fase informativa
· Presentazione plenaria del Progetto Ospedale senza Dolore e del Comitato
Ospedale senza Dolore ai dirigenti aziendali e al Sviluppo di adeguati mezzi
comunicativi, sotto forma di materiale illustrativo, da consegnare al paziente
al suo ingresso in reparto, e da distribuire capillarmente all'interno della
struttura sanitaria
· Predisposizione di adeguati strumenti informativi all'interno delle
Strutture sanitarie (ad es. cartellonistica) da
prevedere nei punti di maggior passaggio del personale curante presso i reparti
e i servizi ambulatoriali e diagnostici riportante tra l'altro la scala dell'OMS
di somministrazione dei farmaci analgesici.
2.4. Fase di prima applicazione
· Rilevazione di prevalenza del dolore, che funga da informazione di base,
su cui verificare a distanza le modifiche indotte.
· Consegna al paziente del materiale illustrativo del Progetto OSD e
attivazione delle procedure di sistematica valutazione e registrazione del
sintomo.
· Verifica delle evidenze emerse durante la fase sperimentale e apporto
dei correttivi necessari
2.5. Fase applicativa ordinaria
· Valutazione periodica de livello applicativo delle linee guida con
rilevazione delle criticita'.
· Programma informativo continuo intraaziendale
rivolto agli operatori
· Verifica dell'efficacia dell'applicazione delle linee guida e
ampia divulgazione dei risultati ottenuti
3. IL
COMITATO OSPEDALE SENZA DOLORE
3.1. Introduzione
Per la realizzazione delle linee guida si raccomanda la istituzione
di un Comitato Ospedale Senza Dolore presso le Strutture Sanitarie.
3.2. Finalità
del Comitato "Ospedale senza Dolore"
1. Assicurare
un osservatorio specifico del dolore nelle strutture sanitarie ed in
particolare ospedaliere.
2. Coordinare l'azione delle differenti équipe e la formazione continua
del personale medico e non medico
3. Promuovere gli interventi idonei ad assicurare nelle Strutture
Sanitarie la disponibilità dei farmaci analgesici, in particolare degli oppioidi, in coerenza con le indicazioni fornite dall'OMS,
assicurando inoltre la valutazione periodica del loro consumo
4. Promuovere protocolli di trattamento dei diversi tipi di dolore.
3.3. Composizione del Comitato "Ospedale senza
Dolore"
1. Il
Comitato deve avere una composizione tale da soddisfare i seguenti criteri:
a) I membri del Comitato sono rappresentati da referenti della direzione
aziendale e personale curante dell'ospedale. il personale infermieristico
deve costituire almeno un terzo dei membri del Comitato
b) Gli operatori delle Strutture di Terapia del Dolore e/o Cure
Palliative nonché Anestesia e Rianimazione devono
essere rappresentati nel Comitato
c) Un referente del Servizio Farmaceutico deve essere incluso nel Comitato
d) Devono essere previste forme di partecipazioni delle Organizzazioni non
profit, in
particolare di volontariato, operanti nel settore.
3.4. Funzioni
e compiti del Comitato "Ospedale senza Dolore"
1. Promuove
l'educazione continua del personale coinvolto nel processo assitenziale
sui principi di trattamento del dolore, sull'uso dei farmaci e sulle modalità di valutazione del dolore.
2. Assicura il monitoraggio dei livelli di applicazione
dellle linee guida e la valutazione di efficacia.
3. Promuove la elaborazione e distribuzione di
materiale informativo agli utenti relativo alla cura del dolore.
4. APPENDICE
Alfine
di agevolare il percorso applicativo si ritiene utile prospettare il
seguente iter operativo locale in attuazione delle direttive regionali:
4.1. Formazione
1. L'attività di formazione del personale va rivolta agli operatori a seconda del bisogno formativo presente nelle varie aree
ospedaliere e non (medica, chirurgica, oncologica, pediatrica, ostetrica, etc.)
2. La formazione deve avere carattere multidisciplinare
e interdisciplinare e coinvolgere contestualmente medici e tutto il restante
personale coinvolto nei processi assistenziali.
3. Si suggerisce che il Comitato Ospedale senza Dolore nella preparazione
dei moduli formativi si riferisca ai seguenti argomenti:
Le basi teoriche (concetti di neurofisiologia e
tipologia)del dolore
Caratteristiche e modalità di trattamento del dolore cronico
Caratteristiche e modalità di trattamento del dolore acuto
Concettti di farmacologia clinica, la scala
analgesica dell'OMS
Nozioni sull'uso degli oppioidi e della morfina
Nozioni sulle modalità non farmacologiche nel
trattamento del dolore
Valutazione del dolore e strumenti di rilevazione
Aspetti psicologici e comunicativi del paziente con dolore
4. L'attività di formazione continua rientrerà nella formazione
obbligatoria e dovrà pertanto essere inclusa nelle ore di lavoro del
personale
5. Si raccomanda la consulenza dello psicologo per la redazione dei moduli
formativi
6. Esposizione nei vari reparti di modelli di trattamento del dolore
(scala OMS, tabella equianalgesica, ecc.)
4.2. Strumenti
per il monitoraggio del dolore
1. E'
auspicabile che nella cartella clinica del paziente siano riportate le
caratteristiche del dolore e la sua evoluzione durante il ricovero.
2. La rilevazione costante del dolore deve essere
inserita fra le competenze dell'infermiere, il quale dovrà ricevere la
formazione opportuna per svolgere tale compito.
4.3. Strumenti
di rilevazione del dolore
Esistono
diversi strumenti di valutazione del dolore validati
in lingua italiana (ad esempio: righelli, scale analogiche, analogo
visivo, scale verbali, scale colori...), avendo cura che siano di facile
somministrazione. Sarà cura di ogni singolo ospedale
scegliere quelli più adeguati.
Il Comitato Ospedale senza Dolore valuterà quali strumenti sono più idonei per
la propria realtà (malati oncologici, pediatrici, geriatrici,
portatori di menomazioni e disabilita', etc...) e ne promuove la messa a disposizione del
personale di cura.
4.4. Trattamento del dolore
Si
suggerisce di utilizzare i seguenti processi applicativi:
1. Vanno elaborati nelle varie aree ospedaliere protocolli di trattamento
del dolore che tengano conto della scala analgesica dell'OMS
2. Nella valutazione del dolore si deve tener presente un indice di intensità oltre al quale è necessario un intervento
urgente
3. Se il dolore rimane al di sopra di tale livello per due rilevazioni
consecutive la terapia analgesica va riconsiderata.
4. Devono essere definite le linee guida e le indicazioni per la
somministrazione di oppioidi per vie alternative a
quella orale.
5. Devono essere disponibili nelle differenti confezioni e conservati secondo
le norme vigenti i farmaci oppioidi, quali la morfina
6. Devono essere disponibili nelle singole aziende dispositivi per
l'infusione di farmaci attraverso varie vie di somministrazione
7. Si auspica che le singole aziende si adoperino affinché vengano
costituite (ove non esistenti) strutture specialistiche di Terapia del Dolore e
Cure Palliative per la presa in carico delle persone affette da dolore cronico
di difficile trattamento.
4.5. Valutazione dei risultati del progetto
1. Valutazione
periodica della prevalenza del dolore in ospedale.
2. Valutazione del grado di soddisfazione dei
pazienti.
3. Grado di preparazione degli operatori sanitari (utilizzando un
questionario su attitudini e conoscenze).
4. Verifica periodica dell'avvenuta misurazione del dolore e del sua regolare indicazione in cartella clinica.
5. Altre misure di outcome potranno essere
stabilite secondo le caratteristiche dei malati afferenti alle diverse UU.OO.
6. Valutazione del consumo di farmaci analgesici.