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Autocertificazione

Crediamo utile proporre alcuni elementi relativi all’istituto dell’ autocertificazione (legge Bassanini), posti, per una miglior comprensione, sotto forma di domande e risposta.

CHE COSA E’ L’AUTOCERTIFICAZIONE  ?

1.   E’ una dichiarazione che l’interessato redige e sottoscrive  nel  proprio interesse su stati, fatti e qualità personali e che utilizza nei rapporti con la P.A. e con i concessionari ed i gestori di  pubblici servizi. Non è necessario che la firma sia autenticata. Per sostituire alcuni certificati basta      presentare la carta d’identità, che attesta nome, cognome, luogo e data di nascita, cittadinanza, stato civile e residenza. Se il certificato viene inviato tramite il servizio postale è necessario accludere una fotocopia di un documento.

2.   Nel rapporto con un soggetto privato il ricorso all’ autocertificazione è rimandato alla discrezionalità di quest’ultimo. In realtà il privato non è obbligato (come invece accade per gli Enti Pubblici) ad accettare l’autocertificazione. Per usufruire di questo vantaggio, il soggetto dovrà quindi permettere (con un’autorizzazione scritta) che i dati forniti siano poi controllati  tramite l’accesso informatico agli archivi delle pubbliche amministrazioni.

3. Anche un atto di Notorietà può essere autocertificato (per esempio quello con cui dichiari di essere l’erede di una certa persona). Se è allegata a una domanda non va autenticata e non  serve il bollo. Basta firmare di fronte all’impiegato che ritira la dichiarazione. Se invece si usa la posta o  il fax, inviare anche la fotocopia di un documento.

L’autocertificazione sostituisce i certificati senza che ci sia la necessita’ di presentare successivamente il certificato vero e proprio.

La legge  prevede poi la facoltà di effettuare controlli sulla veridicità dei dati contenuti nel documento autocertificato.  Nei casi in cui tali dati non siano veritieri sarà applicabile l’art. 489 c.p. (uso di atto falso).

CHI PUÒ PRESENTARLA ?

La dichiarazione sostitutiva può essere presentata, non solo dai Cittadini Italiani, ma anche da quelli provenienti da Paesi dell’Unione Europea o Extracomunitaria.

Per gli stranieri, però, l’autocertificazione deve riguardare dati che si possono verificare in Italia (per esempio un titolo di studio conseguito nel nostro Paese)

COME VA COMPILATA ?

Basta scrivere su un foglio di carta i dati che uno intende autocertificare, oppure compilare i moduli prestampati distribuiti negli uffici pubblici, e chiudere firmando e datando il certificato.

L’autocertificazione può essere presentata anche da un’altra persona o essere inviata per posta o fax, purché accompagnata dalla fotocopia del documento d’identità di chi ha firmato la dichiarazione.

QUALI SONO LE DICHIARAZIONI CHE SOSTITUISCONO LE CERTIFICAZIONI?

L’art. 2 della L. 15/68 “Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme”prevede i casi in cui si può ricorrere all’autocertificazione:

  • La data e luogo di nascita
  • La residenza
  • La cittadinanza
  • Il godimento dei diritti civili e politici
  • Lo stato di celibe, congiunto, vedovo o stato libero
  • Lo stato di famiglia
  • L’esistenza in vita
  • La nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente
  • L’iscrizione in albi o elenchi tenuti dall P.A.
  • Appartenenza a Ordini professionali
  • Titolo di studio, esami sostenuti
  • Qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica
  • Situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali
  • Assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto
  • Possesso e numero del codice fiscale, della partita Iva e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe  tributaria
  • Stato di disoccupazione
  • Qualità di pensionato e categoria di pensione
  • Qualità di studente
  • Qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili
  • Tutte le situazioni relative agli obblighi militari, ivi comprese quelle attestanti nel foglio matricolare dello Stato di servizio
  • Di non aver riportato condanne penali
  • Di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali
  • Di non trovarsi in stato di liquidazione o fallimento e di non aver presentato domanda di concordato
  • Di vivenza a carico
  • Tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile

L’art. 1 del D.P.R. 403/98 “Regolamento di attuazione degli articoli 1, 2, e 3 della legge 15 maggio 1997, n° 127, in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative” ha ulteriormente esteso il ricorso all’autocertificazione e contempla i seguente casi:

  • Titoli di studio acquisiti
  • Qualifiche professionali
  • Esami sostenuti universitari e di studio
  • Titoli di specializzazioni
  • Titoli di abilitazione
  • Titoli di formazione
  • Titoli di aggiornamento
  • Titoli di qualificazione tecnica
  • Codice fiscale
  • Partita IVA
  • Stato di disoccupazione
  • Adempimento o meno degli obblighi militari compresi quelle di cui all’art. 77 del D.P.R. 237/64 come modificato dall’art. 22 della L. 958/86
  • Qualità di vivenza a carico

L’autocertificazione non può invece sostituire i certificati medici, sanitari e veterinari, quelli di conformità Cee, i marchi e i brevetti (art. 10 co.1 D.P.R. 403/98)

VALORE  PROBATORIO DEI DOCUMENTI DI IDENTITÀ

I dati contenuti in documenti di riconoscimento (nome, cognome, ecc…) hanno lo stesso valore dei corrispondenti certificati, pertanto per attestare tali dati è sufficiente presentare un valido documento di identità. Tale possibilità era già prevista dalla L. n°15/68 che è stata poi ripresa dalla Bassanini bis la quale ha inoltre stabilito che non è consentito agli uffici pubblici, in caso di presentazione di un documento di riconoscimento, richiedere certificati contenenti i dati presenti nel documento stesso.

Nell’ipotesi in questione gli uffici dovranno acquisire una fotocopia, ancorché non autenticata, del documento esibito (art.7 DPR 403/98).

UN TELEFONO CONTRO LA BUROCRAZIA.

Funziona da qualche tempo uno sportello telefonico organizzato dal Dipartimento della funzione Pubblica per sorvegliare e agevolare la semplificazione burocratica e amministrativa prevista dalla cosiddetta Legge Bassanini: si chiama “Semplifichiamo”, è aperto al pubblico da Lunedì a Venerdì, ai numeri 06/68.99.74.06-7-8, per fax allo 06/68.99.70.99, per posta scrivendo a: Semplifichiamo, Dipartimento della Funzione Pubblica, Via del Sudario n° 49 – 00186 – Roma; e anche per posta elettronica a semplifichiamo@pcm.it.

Per avere ulteriori informazioni sull’autocertificazione e su altre leggi Bassanini consultare i Siti: www.governo.it  e  www.funzionepubblica.it

ISTRUZIONI E SUGGERIMENTI PER   LA   COMPILAZIONE DELLE AUTOCERTIFICAZIONI

Un’autocertificazione, per essere valida deve contenere una dichiarazione simile alla seguente: “Dichiaro, sotto la mia responsabilità, consapevole delle sanzioni penali e civili in cui posso incorrere in caso di false dichiarazioni, che ….”.Deve essere, inoltre, datata e firmata.

Inoltre il concorrente deve:

  • allegare la fotocopia (non autenticata) di un proprio documento di riconoscimento valido (ne è sufficiente una sola per tutte le autocertificazioni contenute nella domanda)

oppure

  • firmare l’autocertificazione di fronte all’impiegato addetto al ricevimento delle domande (opzione evidentemente non possibile nel caso si invii la domanda per posta o si faccia consegnare la domanda da altra persona)

Tenere infine presente che devono essere indicati con precisione gli elementi che possano consentire all’Amministrazione di compiere gli eventuali controlli (Scuole, datori di lavoro, Enti organizzatori di corsi o congressi, ecc…).

***********************

L’autocertificazione può essere usata fondalmente in due casi:

a)   dichiarazioni su argomenti di cui l’interessato sia a diretta conoscenza:

b)   dichiarazione di autenticità di fotocopie.

Caso a: Affinché la commissione possa  valutare  il titolo, è necessario indicare tutti i  particolari utili,  quali  ad  esempio: date precise di un servizio, qualifiche ricoperte, sedi di lavoro, argomenti di un corso, data di svolgimento, durata scuola od ente organizzatore, superamento o meno di una prova finale, ecc..

L’autocertificazione può essere fatta in tre modi fondamentali:

1-           Nel corpo della domanda stessa;

2-           Con dichiarazioni (o singole o commutative) allegate alla domanda, firmate e datate

3-           Rendendo  autocertificante  il  curriculum richiesto  dal  Bando, il che

avviene solo se esso inizia con la solita frase, sempre necessaria, cioè: “Dichiaro, sotto la mia responsabilità delle sanzioni penali ed amministrative in cui posso incorrere in caso di false dichiarazioni, quanto segue:….” ed è firmato e datato

Caso b: Attenzione! Non è necessario né sufficiente dichiarare di essere in possesso

degli originali; ciò che occorre, soprattutto, è la dichiarazione che le  foto – copie allegate sono conformi agli originali.

La dichiarazione di conformità (che deve sempre contenere la solita frase:

“Dichiaro, dotto la mia responsabilità, consapevole… ecc…”) può essere fatta in uno dei seguenti modi:

1-     Si compila un elenco  dettagliato delle fotocopie e si fa la dichiarazione, o in domanda o con foglio a parte, “che le fotocopie di cuiall’allegato elenco sono conformi agli  originali”.

2-    Si compila un elenco dettagliato delle fotocopie e questo elenco lo si inizia dichiarando “che le sottoelencate fotocopi da me allegate sono conformi agli originali”

3-    Si fa la dichiarazione di conformità sul retro di ogni singola fotocopia, scrivendo “che la presente fotocopia è conforme all’originale”corredata da data  e firma

 

ATTENZIONE: L’amministrazione effettua verifiche a campione delle autocertificazioni presentate dai concorrenti: nel caso in cui si riscontri che un concorrente ha fatto false dichiarazioni, esso, oltre a sottostare alle conseguenze penali e civili del caso, viene eliminato dalla graduatoria.

Il Collegio può comunque rilasciare il Certificato che attesta l’iscrizione all’Albo.  Attenzione però, perché tale certificato conterrà la dicitura “Il presente certificato non potrà essere prodotto agli organi della Pubblica Amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”, e quindi il richiedente dovrà attenersi a tale disposizione. Di conseguenza il Certificato di iscrizione all’Albo ha validità solo nei rapporti tra privati.

Il Certificato viene rilasciato, presentandosi al Collegio, immediatamente: nel caso in cui la richiesta avvenga tramite una terza persona, questa dovrà essere munita di apposita delega scritta e firmata dall’interessato (legge  31/12/96 n° 675 sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali).

Il costo di ogni Certificato  è di € 1,00

Ove l’iscritto lo richiedesse, il Certificato può anche essere spedito a domicilio previo l’invio di regolare richiesta compilata. Il modulo che può essere richiesta in Segreteria o scaricabile dal Sito Internet del Collegio;  la spedizione avverrà facendo carico al richiedente delle spese postali.

Scarica il modulo di autocertificazione di dichiarazione sostitutiva della residenza
Scarica il modulo di autocertificazione di dichiarazione sostitutiva di certificazione
Scarica il modulo di autocertificazione di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà
Scarica il modulo di richiesta di certificazione di iscrizione all'Albo IPASVI

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